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UNA LITORANEA LUNGA 12 ANNI
Postato il 30 September 1980 ore 21:09 di Michele Megale |
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Con
una delibera degna del peggiore stile tecnico-amministrativo
l'attuale maggioranza al Consiglio comunale di Trapani ha deciso di
approvare l'iniziativa (?) e di bandire un concorso nazionale di ...
idee per eventualmente varare il progetto per il completamento della
Litoranea Nord di cui da anni si parla.
Cosa
dice la delibera? “Bandiamo un concorso di idee. Facciamo nostre
tali idee e subito dopo, seguendo una certa falsariga, approntiamo un
appalto-concorso per la realizzazione dell'opera. Il concorso di idee
è completamente gratuito”.
Ma
ecco, schematicamente, qual'è la storia, di ieri, della
mancata realizzazione della litoranea che dalla Questura, seguendo la
costa, dovrebbe raggiungere il Piazzale delle Ninfe.
15
luglio 1968. L'Amministrazione del tempo incarica l'Ufficio tecnico,
con l'assistenza degli ingg. Salvo, De Maria e dell'architetto
Pappalardo, di preparare un progetto della litoranea (delibera n.
1112);
Il
progetto viene presentato e riceve i visti favorevoli della
Capitaneria di Porto, di Marisicilia, del Genio Civile, della
Intendenza di finanza e della Circoscrizione doganale.
La
Soprintendenza ai monumenti di Palermo richiede alcune varianti e
precisamente:
a) il
baluardo aragonese della Pescheria non dovrà essere interrato
e, in quel tratto, la strada dovrà poggiare su piloni;
b)
non dovrà essere alterata la natura dei luoghi della zona che
va dal Castello S. Anna sino al Piazzale delle Ninfe;
c) il
progetto dovrà tenere conto, con il relativo accurato
rilevamento, della zona di Porta Ossuna.
I
progettisti, tenendo conto dei suggerimenti, della Soprintendenza, in
data 15 febbraio 1970, presentavano il progetto rielaborato.
La
Soprintendenza prendeva atto dell'accoglimento dei propri
suggerimenti e trasmetteva tutta la pratica al Ministero della
Pubblica Istruzione – Direzione Antichità e Belle Arti –
per le determinazioni definitive (allora non erano entrate ancora in
vigore le leggi delegate e quindi era Roma che decideva).
In
data 15 maggio 1972 il Ministero faceva conoscere il suo parere che
risultava negativo per i seguenti motivi:
a) il
tracciato si sarebbe svolto quasi tutto sul mare (evidentemente non
si era capito che si trattava di una strada litoranea);
b)
avrebbe arrecato danni ai monumenti della zona (quali?);
c)
avrebbe costituito un anello stradale attorno alla Città ...
ed avrebbe incrementato il traffico delle macchine in questo
perimetro (ma non si voleva raggiungere questo scopo per chiudere il
centro storico a tutti gli automezzi così come prevedono le
leggi attuali?).
Contestammo
allora (e contestiamo oggi):
i
danni ... ai monumenti, sarebbe stata la pulizia generale di tutta la
zona attorno a Porta Ossuna che da decenni è deposito di
immondizie e sede di ratti;
le
mura che cadevano a pezzi, e che di fatto i trapanesi non conoscono,
sarebbero state rivalutate e riconosciute;
si
sarebbe risolto il problema del traffico con la istituzione di una
circolare esterna che avrebbe restituito (finalmente) il centro
storico ai pedoni.
Che
avverrà adesso? Quanto tempo si perderà per correre
dietro a delle chimere? Non sarebbe stato opportuno prendere come
base di discussione il progetto che si trova agli atti del Comune?
Tutto
quanto vuol fare l'Amministrazione ci sembra una cortina fumogena
dietro cui si vuol tentare di nascondere qualcosa che, invece, sembra
essere stato decido a “tavolino”.
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