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UCCELLO PIO: NIENTE ALBERGHI
Postato il 26 October 1974 ore 20:10 di Michele Megale |
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“Dichiaro
a nome dell'Amministrazione di ritirare la delibera del cosiddetto
Uccello Pio e mi impegno a non portarla più in Consiglio per
meglio servire gli interessi della Città”.
Con
questa strabiliante dichiarazione del Sindaco dell'epoca si è
arenata la pratica che prevedeva un insediamento turistico nella zona
di Marausa e la cui storia vale la pena di raccontare per la gioia ed
il diletto delle generazioni a venire (e per meglio capire perché
le cose vanno a rotoli nella nostra Trapani).
Nel
settembre 1972 pervenne al Comune, da parte della “Rinascita
trapanese – Generale Costruzioni appalti e servizi immobiliari”
una richiesta di variante del programma di fabbricazione nella zona
del Lido di Marausa (superficie di 330.000 mq. - Salina S. Francesco)
per potervi insediare un villaggio turistico.
Successivamente
la stessa società comunicava di avere anche la disponibilità
della Salina “Uccello Pio”, superficie 60.000, confinante con la
precedente. Si trattava, dunque, di 390.000 mq. da destinare ad
insediamento turistico alberghiero.
Cosa
chiedeva la stessa Società interessata? Che venisse elevato
l'indice di fabbricazione, quasi a zero nella zona (terreno
agricolo), per un insediamento di un complesso edilizio, ovviamente
articolato, della capacità massima di circa 2.000 persone.
Cosa
avrebbe dovuto ospitare il complesso edilizio? 1) un gruppo
alberghiero in due padiglioni; 2) un gruppo “residence”
costituito di piccoli alloggi, cellule con cucinino e con appoggio ai
servizi collettivi; 3) gruppo villette uno o pluri famigliari; 4)
night-club; 5) uno o due ristoranti a self-service; piscine, campi da
tennis, campo di calcio, galoppatoio, ecc. 6) zona a verde a parco
per il maneggio; 7) sala cinematografica ambivalente (adattabile
dunque a mostre ed a convegni ed a congressi); 8) porticciolo
turistico; 9) parcheggi, ecc.
La
pratica, istruita per la parte che riguardava la variante del
programma di fabbricazione, portata in Commissione Edilizia veniva
approvata, anzi la Commissione stessa estendeva la zona su cui si
elevava l'indice di fabbricazione portandola a comprendere quasi
tutto il lido di Marausa.
La
Giunta Renda poneva all'ordine del giorno la variante, approvando
precedentemente la relativa delibera. Intanto si era giunti al
febbraio 1973 e con la crisi dell'Amministrazione e la elezione
della nuova Giunta la pratica subita un arresto.
Nel
dicembre 1973 infine essa veniva ripresentata con altra delibera
regolarmente approvata.
Dal
quel momento, e per i motivi più strani, iniziò il tira
e molla. Un giorno la delibera andava approvata ed un giorno no. Ieri
i repubblicani (che facevano parte della Giunta Renda) erano
d'accordo, poi per fare un dispetto alla nuova Amministrazione erano
contrari. Ieri l'assessore Galluffo aveva firmato la delibera, oggi
poiché è consigliere, e non fila, dicono i maligni,
l'amore (politico) con l'assessore Barbera, è contrario. I
comunisti sono contrari perché devono discutere tutto
l'assetto turistico del Comune, nel quadro della Provincia di
Trapani, integrato nella legislazione regionale. Qualche
democristiano è per l'insediamento ma vuole garanzie di
serietà perché con altra pratica simile, al tempo della
Giunta Catania, ci è “stata una speculazione edilizia” (ma
non è vero perché nessuno sin oggi ha costruito nulla).
Barbera è d'accordo (ha firmato la delibera, no?) ma quando si
tratta di votare lascia il banco del “governo” (si fa per dire) e
da quelli del Consiglio dice e non dice, afferma che, però,
sarebbe opportuno e conveniente ... vedremo ...
I
Liberali sono per gli insediamenti turistici, ma nel caso in parola
chiedono maggiori garanzie. La fideiussione deve essere elevata da 50
a 100 milioni. I Missini sono favorevoli, anche per fare un dispetto
alla sig.ra Barreca ed alla “sua” Città del Mare, ma
anch'essi sono scottati dal precedente avvenuto con la Giunta Catania
e quindi ...
La
pratica, poi, secondo i moralisti dell'ultima ora, porge il fianco a
critiche ed illazioni. Qualche assessore è preoccupato che sul
suo conto si possa dire o si possa pensare. No, non c'è
niente, siamo d'accordo. Solo voci malevoli, ma non sarebbe meglio
lasciar perdere tutto per evitare che la gente possa pensare? Si dice
che l'operazione deve “fruttare” un certo numero di milioni.
Quanti, 10, no 20, beh, facciamo trenta e non se ne parli più
...
Conclusione,
si ha la netta impressione che chi tratta la pratica l'ha guardata
superficialmente. La delibera venne ritirata. E' meglio non fare
nulla piuttosto che sbagliare. Non facendo nulla, infatti, non si
sbaglia e ... si servono gli interessi della Città! Coloro che
nella vita non fecero né male, né bene sono indicati
come “ignavi”. Non vanno all'inferno, ma per loro è
sbarrata per sempre la porta del paradiso. Sono sospesi (come i
salami) ne di qua, ne di là. Così come si comportano
nella loro vita. Quando non ebbero il coraggio di assumere alcuna
responsabilità. Ed i trapanesi stanno a guardare.
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