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LE FOGNE SCARICANO NEL PORTO
Postato il 26 October 1974 ore 20:10 di Michele Megale |
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Testo di una
interrogazione inviata al Sindaco di Trapani e di una lettera al
”Trapani Sera” (che non l'ha pubblicata).
”Il sottoscritto
interroga la S.V. per sapere quale azione intende svolgere la Giunta
da Ella presieduta avverso la deleteria azione del Bacino di
Carenaggio, il quale ostruendo n. 3 bocche di scarico al mare
impedisce il libero deflusso delle fogne della Città. Tale
stato di disagio potrà risultare gravissimo all'inizio
dell'inverno. Tutta la pratica è presso gli Uffici Tecnici del
Comune”.
”Egregio
Direttore,
anche se con ritardo
desidero intervenire, brevemente, sulla notizia pubblicata dal Suo
Giornale in data 2 febbraio ed avente come tema la ristrutturazione
del Bacino. Mi sono guardato attentamente la cartina illustrativa, ho
cercato di avere altre notizie più dettagliate circa un
problema tecnico e non essendo venuto a capo di nulla credo sia
opportuno e utile parlare di un fatto importante della Città
ed intimamente legato ed all'attuale ed alla futura espansione
(intensa come superficie) del Bacino. Mi riferisco alla grave
situazione venutasi a creare con l'intasamento del blocco del Canale
Scalabrino operato dal Bacino stesso.
Ma andiamo per ordine in quella
che sino a qualche mese fa era soltanto un ingarbugliata vicenda ma
che oggi , a mio parere, è abbastanza chiara. Il Canale
Scalabrino, grosso canale di scolo di acque miste, ieri scoperto ed
oggi in parte no, raccoglie le acque che scendono da Erice e della
zona delle Fontanelle seguendo un tortuosa percorso, attraverso il
rione Palme, via Marsala si immette nel cosiddetto Mare di Maiorana
le acque raggiungevano poi il mare aperto attraverso alcune aperture
molto vicine tra loro e da altra che ancora esiste (e guai se non ci
fosse quest'ultima) nelle vicinanze del condotto della nafta di
proprietà della Marina Militare. Ho scritto poc'anzi
(raggiungevano il mare aperto) poiché al momento
dell'insediamento del Bacino, senza che nessuno protestasse le
aperture furono ostruite e, cosa grave, non si pensò a
sostituirle con altre o con altra opera tecnicamente valida per far
defluire le acque.
Finché il Canale Scalabrino convogliò
le acque bianche che scendevano da Erice e le scarse acque miste
delle Fontanelle, il problema non si palesò in tutta la sua
gravità (bastava l'unica apertura rimasta a far scaricare le
acque), ma quando si furono costruiti gli alloggi del rione Palme e
la edilizia privata coprì tutta la zona delle Fontanelle, via
Salemi, via Marsala, ecc., il problema divenne drammatico.
Accadde
infatti che aumentata la portata, il Canale Scalabrino, proprio per
la natura pianeggiante del terreno, aumento la sedimentazione, trovò
le aperture sbarrate e si alzò di livello: la velocità
delle acque divenne quasi nulla con conseguente intasamento delle
fognature di tutta la zona retrostante la via Marsala ( rione Palme,
via Salemi, ecc.).
Altro notevole danno
ne venne ai proprietari delle saline della zona che videro inquinate
le acque che a loro servivano per riempire gli invasi.
Di tutto ciò
se ne accorsero i tecnici del Comune al momento della pulizia delle
fogne del rione Palme e da allora ebbe inizio un tiro alla fune col
Bacino di Carenaggio per cercare di sistemare la faccenda.
Ci furono parecchie
riunioni sollecitate dalla Amministrazione Comunale ed a cui
parteciparono Tecnici e rappresentanti della Prefettura, del Genio
Civile, del Medico Provinciale, della Amministrazione Provinciale,
del Bacino. Di fronte alla più smaccata evidenza i Dirigenti
del Bacino rifiutarono di riconoscere che le bocche esistevano e che
erano state ostruite dallo insediamento industriale. A nulla valsero
le diffide ed una stessa presa di posizione dell'ESPO ( la lettera è
agli atti del carteggio) che invitava il Bacino a rimuovere eventuali
pericoli per la Città.
Di
fronte a questa caparbia presa di posizione al Comune, ed al
sottoscritto allora assessore ai LL.PP, non restò che
raccogliere tutte quelle prove che confortavano l'asserto circa le
bocche esistenti e ostruite.
Dopo
un paziente lavoro di ricerca si venne in possesso di dichiarazioni
di proprietari di saline ( e mi sembra anche di vecchi salinai) i
quali affermano che le bocche esistevano da sempre (se non ricordo
male c'è anche un vecchio testamento che interessa una
divisione di proprietà e che fa riferimento alle aperture ).
E'
ormai accertato: le aperture verso il mare esistevano.
Il
danno che ne viene alla Città per la loro ostruzione è
enorme.
Tale
stato di cose si aggrava ogni giorno di più ed ora che si
legge che tutta la superficie del Bacino deve essere ampliata il
pericolo diviene ancora più grave.
Parallelamente
allo ampliamento dell'area del Bacino si sono predisposte tutte
quelle necessarie ed indispensabili opere idrauliche che
permetteranno il deflusso delle acque? Questa è la domanda che
non si può e non si deve tacere.
Tornando
al carteggio “Canale Scalabrino” in possesso del Comune, il
sottoscritto riuscì ad avere le dichiarazioni dei privati solo
qualche tempo prima del cambio di guarda fra la Giunta Renda e la
Giunta Calamia. Non si sa quindi quale sia stata l'azione della
attuale Amministrazione per far rispettare la legge anche al Bacino.
Personalmente
ho sollevato il problema presso la Commissione Consiliare dei LL.PP
che l'ha posto all'ordine del giorno, ma resta il fatto dell'urgenza
di predisporre tutti quegli accorgimenti tecnici per evitare gravi
danni ed alla Città ed ai cittadini (allagamenti ed
intasamenti di fogne non potrebbero evitarsi).
Mentre
non si può che appoggiare qualsiasi iniziativa che tenda a
potenziare il Bacino, altrettanto si deve pretendere che qualsiasi
insediamento tenga conto della particolare situazione di Trapani
circa il deflusso delle acque.
O
forse si deve attendere che ci scappi il danno (vedi colera a Napoli)
per cercare, poi, le responsabilità? O bisogna sollecitare
l'intervento di un pretore?
Tanto
volevo dirLe, chiedendo la pubblicazione di questa mia lettere”.
Michele
Megale
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Altro
grosso pericolo è rappresento da quanto è stato
combinato dalla Ditta Rodittis dietro l'Ospedale Psichiatrico. Il
corso naturale di un vallone è stato ostruito e quindi le
acque che scendono dalla montagna vengono fatte defluire forzatamente
verso Trapani con grave pericolo di allagamenti verso la zona della
via Madonna di Fatima e del Cimitero.
Tutti
sanno queste cose e nessuno provvede. Indubbiamente se si fosse
trattato di un povero diavolo che nelle sua casa avesse chiuso una
porta per farne una finestra senza la preventiva autorizzazione
avremmo già visto fioccare le denunce! Ma qui si tratta di
qualcuno che conta ed allora, come si fa, Dio mio, a volergli far
rispettare la Legge?
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